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Lo scultore contemporaneo Vito Mele nasce a Presicce
nel centro del Salento (Lecce) il 29 Marzo 1942, figlio di Salvatore Mele
e Maria Recchia, si trasferisce a 16 anni a Milano e tuttora risiede a Garbagnate
Milanese (Milano).
Durante la sua lunga carriera
lavorativa dirige aziende leader mondiali nel settore della lavorazione
artistica dei metalli. In quegli ambienti conosce i migliori scultori nazionali
e internazionali autori di opere famose al pubblico. Queste frequentazioni
alimentano la sua curiosità artistica negli anni settanta sino a
spingerlo a frequentare la scuola darte presso il Castello Sforzesco
di Milano.
Inizia così la sua avventura artistica
con mostre in Italia e allestero.
Vito Mele nasce a Presicce, in provincia di Lecce, il 29 marzo 1942. Cresciuto in un contesto rurale e profondamente legato ai ritmi della terra salentina, sviluppa fin da giovane una sensibilità per le forme naturali che più tardi diverrà una componente stabile del suo linguaggio scultoreo. Nel 1959, a soli diciassette anni, si trasferisce a Milano: è nella grande industria metalmeccanica che acquisisce le competenze tecniche e la familiarità con i metalli che, in futuro, costituiranno una parte essenziale della sua pratica artistica.
Parallelamente al lavoro, negli anni Sessanta intraprende una formazione regolare nelle scuole civiche milanesi: dal 1967 al 1969 frequenta il corso di Disegno e Incisione presso la Società Umanitaria sotto la guida di Franco Fossa, mentre tra il 1976 e il 1978 segue i corsi di pittura alla Scuola del Castello Sforzesco. Le sue prime esperienze espositive riguardano soprattutto la pittura, con opere che richiamano il paesaggio salentino e la memoria delle sue origini. Per molti anni alterna l’attività creativa con quella professionale, ricoprendo dagli inizi degli anni Ottanta incarichi direttivi in aziende del settore della lavorazione artistica dei metalli. Questo doppio binario – lavoro e ricerca artistica – alimenta una crescita lenta ma costante.
È solo a partire dagli anni Novanta che Mele si dedica in modo pressoché esclusivo alla scultura, trovando in essa il proprio linguaggio definitivo. Privilegia il bronzo, il metallo e la pietra – inclusa la pietra leccese – spesso combinati con forme organiche o simboliche, talvolta d’impronta sacra. La sua poetica oscilla tra figurazione e astrazione, con ricorrenze tematiche che interrogano la pace, la spiritualità, il rapporto fra natura e creazione, e il bisogno umano di lasciare tracce durevoli.
Un passaggio centrale della sua carriera avviene nel 2004 con la fondazione e inaugurazione del Museum Vito Mele a Santa Maria di Leuca. Collocato nel complesso del Santuario “De Finibus Terrae”, il museo nasce come spazio dedicato all’arte moderna e contemporanea, riunendo opere di autori italiani e stranieri. Tra gli artisti rappresentati figurano, tra gli altri, Medardo Rosso, Vincenzo Vela, Giuseppe Grandi, Eugenio Pellini, Giò Pomodoro, Alik Cavaliere, Floriano Bodini, Ugo Nespolo, Mauro Baldessari e Helmut Dirnaichner. L’istituzione contribuisce a consolidare l’immagine di Vito Mele non solo come scultore, ma anche come promotore culturale attento alla valorizzazione dell’arte.
Dal 2006 entra a far parte della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, partecipando a diverse iniziative dell’istituzione. Nel corso degli anni Duemila e oltre, intensifica l’attività espositiva e la produzione di opere pubbliche: a Garbagnate Milanese – città in cui risiede stabilmente – realizza numerosi interventi tra cui “La Via della Pace”, “Pace nel Mondo”, il “Tabernacolo” nella Basilica dei Santi Eusebio e Maccabei e, in anni più recenti, la grande croce “La Luce della Fede”.
A Bollate firma il monumento dedicato ai Carabinieri caduti a Nassiriya, mentre a Saronno e Milano vengono collocate altre sue sculture a tema civile e commemorativo.
Nel 2012 partecipa a un progetto espositivo collegato al Padiglione Italia, nell’ambito della Biennale di Venezia curata da Vittorio Sgarbi, presentando l’opera “Il Creato”. Negli anni successivi continua a esporre in Italia e, talvolta, all’estero, prendendo parte a iniziative associative, mostre collettive e rassegne tematiche. Nel 2015 riceve un riconoscimento presso il Consiglio Regionale della Lombardia per l’opera “Il Dono dell’Umanità”, mentre nel febbraio 2025 ottiene un premio a Ginevra con la scultura “Costruttori di Pace nel Mondo”.
L’attività critica attorno alla sua opera si sviluppa soprattutto a livello locale e regionale: figure come Luciano Caramel, Paolo Levi, Giorgio Seveso e altri curatori e critici hanno presentato alcune sue mostre o contributi catalografici, contribuendo a definirne il profilo pubblico. La sua produzione, oggi molto ampia, supera le trecento sculture e include anche un numero significativo di opere grafiche e pittoriche.
Nel dicembre 2025, grazie a una collaborazione con il Comune di Presicce-Acquarica, dodici nuove sculture verranno collocate nel suo paese natale, creando un percorso che intende celebrare il rapporto dell’artista con la sua terra e la lunga traiettoria della sua attività.
A ottantatré anni, Mele continua a lavorare con costanza, portando avanti una visione artistica che unisce memoria personale, simbolismo spirituale e un costante dialogo con i materiali della sua esperienza professionale.
Visita il sito: www.museomele.it
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